
Le materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) rappresentano settori cruciali per l’innovazione, la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, la partecipazione delle donne in questi campi è significativamente inferiore rispetto agli uomini. Nonostante i progressi nell'accesso all'istruzione, il divario di genere persiste a livello globale. Questo fenomeno è il risultato di una combinazione di fattori socioculturali, educativi e strutturali che influenzano le scelte e le opportunità delle studentesse fin dall’infanzia.
Secondo l'UNESCO, le donne costituiscono solo il 35% dei laureati in materie STEM, una percentuale rimasta invariata negli ultimi dieci anni[1], dati che si ripercuotono a livello globale sull’occupazione, con le donne che rappresentano il 17% nell'Unione Europea. Questi dati sono confermati anche dalla situazione italiana dove, per quanto riguarda le Lauree STEM, si rileva che nel 2023, il 25% dei giovani italiani (25-34 anni) ha una laurea STEM, ma con un divario marcato: 37% tra gli uomini e 16,8% tra le donne.