Ricerca e innovazione per una pesca e un’acquacoltura sostenibili

 

 

 

 

“Pesca e acquacoltura non sono solo risorse: sono culture, paesaggi, saperi antichi che oggi si confrontano con sfide nuove. La nostra ricerca li accompagna verso un futuro sostenibile”

Il mare è una risorsa viva, potente e fragile al tempo stesso. È cibo, cultura, lavoro, ma anche ecosistema da custodire. È in questo equilibrio sottile che si muove l’attività del gruppo di ricerca Magiamare Siena (https://magiamaresiena.unisi.it/), impegnato da oltre dieci anni nello sviluppo di soluzioni concrete per coniugare la produttività della pesca e dell’acquacoltura con la tutela degli ecosistemi marini e costieri.
Con un approccio integrato e multidisciplinare, il gruppo studia, sperimenta e propone strategie sostenibili e innovative, dialogando attivamente con pescatori, imprese, enti di gestione e comunità costiere. Le attività spaziano dallo sviluppo di tecnologie ecocompatibili alla conservazione della biodiversità, dalla gestione delle specie aliene alla valorizzazione degli scarti, passando per la citizen science e la comunicazione ambientale.

 

Pesca sostenibile: strumenti intelligenti per ridurre l’impatto

 

 

 

 

 

 

Nel cuore delle attività c’è la ricerca di soluzioni che rendano la pesca più selettiva e meno impattante. Il gruppo studia e testa in mare dissuasori acustici (https://lifedelfi.eu/) e luminosi, ami circolari (https://magiamaresiena.unisi.it/dissuasori/), nuovi attrezzi a basso impatto per ridurre le catture accidentali di specie protette come cetacei, tartarughe e uccelli marini. Le attività includono anche la valutazione dello stato delle risorse ittiche e l’analisi delle dinamiche degli stock, per supportare una gestione più consapevole e adattiva.

Ecosistemi da proteggere: barriere artificiali e zone di ripopolamento

 

 

 

 

Alcuni habitat marini, come le praterie di Posidonia oceanica, svolgono funzioni ecologiche essenziali e sono oggi gravemente minacciati. Il gruppo progetta e valuta interventi di conservazione attiva, come barriere artificiali e aree di ripopolamento, capaci di contrastare pratiche distruttive (come la pesca a strascico illegale) e favorire il recupero di ambienti vulnerabili.

Specie aliene: comprendere per gestire

 

 

 

 

 

L’arrivo di specie esotiche è una delle grandi sfide degli ecosistemi marini. Il gruppo monitora la diffusione di organismi invasivi, in particolare del granchio blu (Callinectes sapidus), mappandone la distribuzione e sperimentando strumenti di cattura selettivi, per promuovere forme di gestione ecocompatibili che limitino gli impatti su biodiversità e attività tradizionali (https://magiamaresiena.unisi.it/ricerca/i-nostri-progetti/).

Acquacoltura del futuro: resiliente, integrata, circolare

 

 

 

In collaborazione con imprese del settore, Magiamare promuove forme di acquacoltura che guardano al futuro: sistemi multi-trofici integrati (IMTA) che uniscono pesci, molluschi e macroalghe; sistemi a ricircolo (RAS) per il risparmio idrico ed energetico; mangimi innovativi e sostenibili. Particolare attenzione è rivolta alla riduzione del bycatch anche in ambito dell’acquacoltura, allo sviluppo di piani di monitoraggio ambientale, e all’integrazione di pratiche di bioeconomia circolare.

 

Rifiuti che diventano risorse: l’economia circolare applicata al mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In linea con i principi dell’economia circolare, il gruppo lavora alla valorizzazione degli scarti – biologici e non – provenienti dalla pesca e dall’acquacoltura. Reti dismesse, residui organici, sottoprodotti inutilizzati vengono trasformati in nuove risorse attraverso sistemi innovativi di recupero e riuso, riducendo l’impatto ambientale e creando nuove opportunità per il settore (https://interreg-marittimo.eu/web/p.ri.s.ma.-med2).

 

Conoscenza condivisa: citizen science e dialogo con i territori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scienza non è completa se non si apre al dialogo con la società. Il gruppo è attivamente impegnato nella progettazione di iniziative di citizen science, che coinvolgano pescatori, studenti e cittadini nella raccolta di dati, nella salvaguardia della biodiversità marina e nella costruzione di una nuova consapevolezza collettiva sul valore del mare.

Referente